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Innovazioni per lo sviluppo della vitivinicoltura etnea. Il partenariato del progetto VitEtna si prefigge l’obiettivo di: conservare e valorizzare la biodiversità viticola reperita sull’Etna e implementare la piattaforma ampelografica attraverso la reintroduzione di antichi vitigni reliquia/gioiello

Innovazioni per lo sviluppo della vitivinicoltura etnea. Il partenariato del progetto VitEtna si prefigge l’obiettivo di: conservare e valorizzare la biodiversità viticola reperita sull’Etna e implementare la piattaforma ampelografica attraverso la reintroduzione di antichi vitigni reliquia/gioiello

Attività previste dal progetto

www.vitetna.it @ All Right Reserved 2023 - Sito web realizzato da Flazio Experience

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Seminario di presentazione Progetto VitEtna

2023-10-19 08:35

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Seminario di presentazione Progetto VitEtna

Il seminario ha l’obiettivo di presentare un progetto di ricerca e di trasferimento tecnologico finanziato nell’ambito della Misura 16.1 del PSR Sicilia 2014/22

La vitivinicoltura etnea si sviluppa in tre fasce elettive: la prima è quella compresa tra i 400 e i 1200 m s.l.m. nel versante nord, la seconda fra i 400 e i 900 m s.l.m. in quello ad est e la terza fra i 600 e i 1.000 m s.l.m. a sud. La vite è quasi assente ad ovest del vulcano, dove i terreni poco profondi ed eccessivamente ‘sciarosi’ ne rendono problematica la coltivazione. È comunque una viticoltura ‘eroica’ che svolge funzioni produttive ma anche di salvaguardia del territorio e paesaggistica. Le superfici maggiori si riscontrano sul lato nord-orientale (Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Milo, Zafferana etnea, Santa Venerina) e meridionale (Pedara, Trecastagni), in cui i terreni sabbiosi e profondi offrono buone condizioni di abitabilità per la vite. L’area etnea maggiormente interessata alle produzioni vitivinicole di pregio si estende dai 500 ai 900 m s.l.m., e in questa è possibile riscontrare sia vigneti coltivati con tecniche tradizionali (anche a causa delle condizioni orografiche limitanti) che vigneti gestiti con tecniche agronomiche innovative. In questi contesti produttivi, sebbene dal punto di vista colturale ed enologico siano stati raggiunti standard elevati, il comparto produttivo ha comunque un elevato fabbisogno di innovazioni per aumentare la competitività rispetto ad altri contesti vitivinicoli meno svantaggiati dalle condizioni orografiche e dalle dimensioni aziendali ridotte. Una delle innovazioni possibili da sviluppare in questo territorio fa riferimento all’ampliamento della piattaforma ampelografica poiché le produzioni enologiche etnee sono basate essenzialmente su due vitigni autoctoni (Nerello mascalese e Carricante) mentre le condizioni pedoclimatiche sono molto diversificate. Pertanto, l’introduzione di nuovo materiale potrebbe contribuire all’allargamento delle aree viticole disponibili. Il grande patrimonio genetico dei vitigni autoctoni etnei rappresenta oggi una importante e ricca riserva a cui attingere per diversificare le produzioni enologiche. La biodiversità viticola, risultato di migliaia di anni di selezione e determinata dalle mutazioni, dalla ricombinazione genica e dall’effetto delle pressioni selettive operate dal clima e dall’uomo, non ha solo un valore biologico, ma è anche una risorsa economica per la creazione di nuove varietà di vite o per conoscere l’origine di molte varietà attualmente in coltivazione. Purtroppo la perdita di biodiversità è un fenomeno comune a molte specie e ha cause diverse: dai problemi legati ai mutamenti climatici, agli attacchi di patogeni ed insetti più o meno devastanti, all’abbandono dei territori con esodi di popolazioni verso zone di maggiori speranze economiche e, infine, al ruolo che anche i processi di modernizzazione della viticoltura e frutticoltura in generale hanno svolto, portando da un lato all’aumento sostanziale delle produzioni ma dall’altro all’estremizzazione di una omogeneità monocolturale. La rivalutazione di vitigni reliquia ha oggi un peso differente rispetto al recente passato e sempre più si ha tra i vitivinicoltori la consapevolezza dell’importanza della loro coltivazione nelle zone di origine, non solo per la loro conservazione ma soprattutto per la possibilità di diversificare le produzioni enologiche con produzioni di vini specchio del territorio.

Altro ambito importante di innovazione trasferibile riguarda l’ambito prettamente agronomico al fine di perseguire la necessità ormai imprescindibile di ottenere produzioni che abbiano dei profili qualitativi elevati ma che al tempo stesso siano ottenute con tecniche a basso impatto ambientale e sostenibili per l’ambiente e quindi per il territorio. Infine, con riferimento alla attività enologica, sempre nell’ottica del miglioramento della sostenibilità delle aziende, si ritiene che l’adozione di impianti di fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue enologiche potrebbe apportare alle aziende che adottano tali sistemi un vantaggio in termini economici derivante da una attenzione da parte del consumatore finale. 

Il seminario ha l’obiettivo di presentare un progetto di ricerca e di trasferimento tecnologico finanziato nell’ambito della Misura 16.1 del PSR Sicilia 2014/22 che verrà realizzato nel territorio etneo.

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